Quintilio

Siamo così diversi dai conigli?

Quando decifriamo un’immagine, dobbiamo tener conto del suo carattere magico. E’ dunque sbagliato voler vedere nelle immagini “eventi congelati”. Esse, anzi, sostituiscono gli eventi con stati di cose e li traducono in scene. Il potere magico nelle immagini risiede nella loro qualità di superficie, e la loro intrinseca dialettica, la loro contraddizione va vista alla luce di questa magia

Vilém Flusser

O sei capace o non sei capace. A tutti capita prima o poi di scattare una grande foto, nel corso della vita. Spero che a me capiti due volte, in modo da mantenere un certo vantaggio.

David Bailey

Se non apri la mente, lo sguardo e il cuore a queste sollecitazioni, perdi la metà di quello che potresti vedere. Vale per tutti. Perfino chi fa tondini di ferro dopo aver visto la tate Modern può costruire una fabbrica diversa anzichè il solito cubo di cemento con cui abbiamo devastato l’Italia.

Carlo Traglio

Occhiali, di Ilvo Diamanti

Gli occhiali neri (come, in fondo, l’Ipod) si usano non per “distinguersi”, ma per “distanziarsi” dagli altri. Non solo una maschera, ma uno schermo fra sé e gli altri. Servono a vedere senza essere visti. A scrutare senza essere scrutati. Senza che gli altri possano vederti mentre gli scruti. Non servono a essere riconosciuti, ma a non farsi riconoscere. Non perché si cambi identità, ma perché si nascondono gli occhi. E gli occhi parlano di noi più di qualsiasi parola. Trasmettono e rivelano emozioni, sentimenti, paure. Il popolo degli occhiali neri è una folla di persone che vogliono vivere sole in mezzo agli altri. O meglio: come fossero da sole, ma insieme agli altri. Sempre alla finestra (sul cortile), dovunque e a ogni ora. Con poche pause e poche riserve. A casa propria, con i propri familiari, la cerchia delle persone più vicine. L’uomo che guarda senza essere visto pur sapendo che tutti gli altri lo guardano. Una società guardona e guardata al tempo stesso. Per paura degli altri, nasconde - e sta perdendo - gli occhi (leggi tutto)

Album di nozze pessimo, fotografo risarcirà i danni

Foto fuori fuoco, scure e decentrate che hanno rovinato per sempre il ricordo delle nozze di una coppia britannica. E’ quanto accaduto ai coniugi Marc e Sylvia Day, che hanno denunciato il fotografo delle loro nozze per la scarsissima qualità del lavoro prodotto in occasione del grande evento. La corte di Pontefract, nel West Yorkshire, ha stabilito che Gareth Bowers, il fotografo inetto ingaggiato dai coniugi Day, dovrà restituire alla coppia 950 sterline come risarcimento danni per il pessimo lavoro prodotto, e provvedere alle spese legali.

Il giudice, che ha visionato il materiale fotografico spesso troppo scuro o in cui gli ospiti sono ritratti solo a metà (a volte senza teste), ha definito le immagini ‘dolorosamente inadeguate’. Le nozze di Marc e Sylvia Day sono state celebrate il 24 agosto e la coppia aveva pagato 1.450 sterline a Bowers per il servizio foto e video della giornata. Su 400 scatti solo 22 sono stati ritenuti accettabili dagli sposi. Il fotografo si è addirittura distratto al momento del taglio della torta che nelle foto non compare affatto, mentre nel video, in cui si sentono le imprecazioni dell’operatore a cui scivola la telecamera, si perde il momento in cui gli sposi arrivano al ricevimento nuziale.

A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?

Eugene Smith

Silvio, di Marco Belpoliti

Dalla fine degli anni Ottanta e dalla discesa in campo dell¹inizio dei Novanta, Berlusconi non poteva più controlalre la propria immagine direttamente. Era sottoposto al fuoco di fila dei fotografi, dei cineoperatori. Inoltre era invecchiato. Gli anni passavano anche per lui, che non è certo un adone. Quindi ha cominciato a lavorare sul proprio corpo, sull¹icona di se stesso. Era un po¹ come indossare la parrucca bianca di Warhol, fatte le dovute proporzioni, naturalmente. Ha costruito un¹immagine a-temporale di se stesso (leggi tutto).

Tra le pieghe de "La battaglia di Algeri"

La fotografia però continuava a non soddisfare completamente il terzetto dei congiurati. Tuttavia, Gillo aveva una speranza segreta. Annunciò a Cristaldi che al Ritorno a Roma avrebbe tentato un esperimento - qualcosa che aveva già tentato su carta fotografica all’epoca delle sue celebri foto artistiche: voleva “controtipare”. Invece di utilizzare il negativo originale, cioè, avrebbero stampato da esso un positivo, lo avrebbero rifotografato ottenendo un nuovo negativo con caratteristiche diverse - quelle caratteristiche che generalmente sono considerate dei difetti - e, dal negativo così ottenuto avrebbero stampato le copie del film.

Chi non sa fare una foto interessante con un apparecchio da poco prezzo, ben difficilmente otterrà qualcosa di meglio con la fotocamera dei suoi sogni.

Andreas Feininger

Vite brevi di idioti, Ermanno Cavazzoni

Un fotografo di professione si è avvelenato col nitrato d’argento a seguito di una fotografia sovraesposta che non corrispondeva alla sua idea di arte. Il nitrato d’argento era usato dai pionieri della fotografia, ed è anche un veleno del sangue.

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