Aforismi, citazioni, massime, frasi celebri, pensieri, scritti, note, articoli, didascalie e articoli sulla fotografia, raccolti da Max Boschini. Inizia a leggere, o scopri qualcosa di più su questo taccuino.
Dubito che siamo stati visitati da uomini del futuro. Non, almeno, per venderci delle pellicole fotografiche.
Potrei dire di essere stato stregato da Forlì. Avevo appena deciso di fare l’artista ed eccomi lì a doverlo dimostrare. A Forlì. Dimostrare di essere un artista a Forlì non è difficile come doverlo dimostrare a New York, ma non è nemmeno così semplice. Nella provincia italiana “artista” equivale a scemo. Infatti tutti mi guardavano come uno scemo. Quello ch emi guardava più di tutti come uno scemo era questo fotografo di ritratti e matrimoni, dove ogni giorno immancabilmente mi presentavo a far fotografare quello che io pensavo potesse essere arte ma che in realtà non lo è mai stato e mai lo sarà, sebbene qualcuno d’illuda che anche quello che facevo allora doveva, deve, dovrebbe essere arte.
Il tempo in cui diremmo si distendano i sogni ha viceversa la rapidità diaframmante d’uno scatto di Leika, si misura per fulgurativi tempuscoli, per infinitesimi del quarto ordine sul tempo orbitale della terra, detto comunemente solare, tempo di Cesare e di Gregorio.
Là dietro erano in vendita anche delle fotografie di ragazze e ragazzi nudi. Te le potevi portare a casa. Le fotografie erano molto più tralfamadoriane dei film, perché le potevi guardare ogni volta che volevi, e non cambiavano.
22 febbraio 1968
Mia cara Inquisitrice,
ritrovo tra le carte un suo biglietto in cui mi chiede, per il panegirico - requisitoria in gestazione, una mia fotografia da bambino. Devo deluderla, non ne ho, non ne ho mai fatte, la prima la feci in gruppo, che avevo sedici anni. E non ne ho di mia madre, né di mio padre.
La mia famiglia aveva, verso il ritratto, una ripugnanza da Antico Testamento. A Pescara capitava ogni tanto un fotografo ambulante; ma non era ben visto farsi fotografare, salvo assoluta necessità. Ricordo una conversazione di mia madre con la propria madre, a proposito appunto di farsi fotografare. Noti che mia madre continuava a consigliarsi con sua madre anche avendo figli grandi. “Che ne pensi, le chiese, se mi facessi fotografare?” “A che ti servirebbe” “Per i figli: quando non ci sarò più avranno un ricordo” “Credi che altrimenti di dimenticheranno?” Non credo”.
“Neanch’io ti lascio fotografie di me, aggiunse la nonna. Quando non ci sarò più, mi dimenticherai?” “No, di certo” concluse mia madre e rinunciò all’idea. Poi accadde che lei morì prima della nonna. Così non ho fotografie di nessuna di loro. Mi scusi, sono un essere primitivo.