La fotografia però continuava a non soddisfare completamente il terzetto dei congiurati. Tuttavia, Gillo aveva una speranza segreta. Annunciò a Cristaldi che al Ritorno a Roma avrebbe tentato un esperimento - qualcosa che aveva già tentato su carta fotografica all’epoca delle sue celebri foto artistiche: voleva “controtipare”. Invece di utilizzare il negativo originale, cioè, avrebbero stampato da esso un positivo, lo avrebbero rifotografato ottenendo un nuovo negativo con caratteristiche diverse - quelle caratteristiche che generalmente sono considerate dei difetti - e, dal negativo così ottenuto avrebbero stampato le copie del film.
“ Chi non sa fare una foto interessante con un apparecchio da poco prezzo, ben difficilmente otterrà qualcosa di meglio con la fotocamera dei suoi sogni. ”
Andreas Feininger
Un fotografo di professione si è avvelenato col nitrato d’argento a seguito di una fotografia sovraesposta che non corrispondeva alla sua idea di arte. Il nitrato d’argento era usato dai pionieri della fotografia, ed è anche un veleno del sangue.
“La vita o si vive o si scrive”. E’ Pirandello. Il paradosso ha ingenerato sgomento per la disgiuntiva “o” che impone, non senza angoscia, l’alternativa. La variante moderna potrebbe essere “la vita o la si vive o la si fotografa”. Basta osservare i turisti o accettare l’invito a un matrimonio. Si noterà che tanti, anche al cospetto di meraviglie naturali o d’impareggiabili capolavori artistici, non praticano la contemplazione diretta offrendosi il piacere della percezione visiva. No. Fotografano o riprendono ossessivamente con macchine fotografiche, telefoni o telecamere restando, con l’altro occhio, indifferenti. Dilapidano la bellezza viva e autentica offerta loro, ignorandola, e ne dilazionano la gioia al momento in cui potranno vedere la riproduzione tecnica di quello che avrebbero potuto godere, come si dice, dal vivo. Lo stesso accade alle celebrazioni nuziali. Per quell’interminabile giorno gli sposi si sottopongono a una persecuzione di obiettivi che li strema, annichilendo la verità pura della festa in una memorizzazione feticistica per una posterità stucchevole di malinconie domestiche. Intanto l’attimo fuggevole fugge. Inesorabilmente.”
Le immagini del giorno del matrimonio sono un bel ricordo, ma non poterle rivedere perchè il fotografo ha perso il rullino “non colpisce i diritti garantiti costituzionalmente”, quindi non è un danno esistenziale.
Così i giudici della terza sezione della corte d’appello hanno ribaltato la sentenza di una causa che vede contrapposti una coppia di Cologno Monzese e la fotografa che ha immortalato il giorno del si perdendo, sfortunatamente, gran parte dei negativi. In primo grado il giudice aveva dichiarato quella perdita irreparabile, condannando la donna a pagare quasi 20mila euro tra risarcimenti e spese. Il ricorso resentato dal suo avvocato Rosario Alberghina ha portato all’annullamento della condanna.
“ Un giorno dissi a mamma: “Convinci papà a cedere il panificio e a venire a Roma”. “E che facciamo a Roma?” “Non so, vedremo, intanto venite”. Vennero, papà comprò un appartamento in viale Eritrea; e io, siccome voleva a tutti i costi impegnarsi in qualcosa, ebbi lidea di fargli aprire un laboratorio fotografico. Lui se la cavò egregiamente, devo dire, e lo tenne fino alla morte: fino a oltre gli ottant’anni ha fatto questo lavoro guadagnando anche abbastanza bene. ”
Dino De Laurentiis
“ Non esiste la fotografia artistica.
Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. ”
Nadar
“ La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento. ”
Henri Cartier-Bresson
“ Se un fotografo vende le proprie foto artistiche (si parla sempre di fotografie artistiche vero, non di cronaca o documento?) diventa, se ancora non è, un artista. Cioè è la vendita che fa dell’immagine un’opera d’arte e fa un artista di chi l’ha fatta. E’ così semplice. ”
Ando Gilardi
“ Alla gente piace fare foto. A me non dispiace. Sento che coglie solo il processo del morire, che lo tiene sospeso un momento, e si, può essere divertente. ”
Cherles Bokowski