Quintilio

Siamo così diversi dai conigli?

Trafiletto, di Michele Mirabella

“La vita o si vive o si scrive”. E’ Pirandello. Il paradosso ha ingenerato sgomento per la disgiuntiva “o” che impone, non senza angoscia, l’alternativa. La variante moderna potrebbe essere “la vita o la si vive o la si fotografa”. Basta osservare i turisti o accettare l’invito a un matrimonio. Si noterà che tanti, anche al cospetto di meraviglie naturali o d’impareggiabili capolavori artistici, non praticano la contemplazione diretta offrendosi il piacere della percezione visiva. No. Fotografano o riprendono ossessivamente con macchine fotografiche, telefoni o telecamere restando, con l’altro occhio, indifferenti. Dilapidano la bellezza viva e autentica offerta loro, ignorandola, e ne dilazionano la gioia al momento in cui potranno vedere la riproduzione tecnica di quello che avrebbero potuto godere, come si dice, dal vivo. Lo stesso accade alle celebrazioni nuziali. Per quell’interminabile giorno gli sposi si sottopongono a una persecuzione di obiettivi che li strema, annichilendo la verità pura della festa in una memorizzazione feticistica per una posterità stucchevole di malinconie domestiche. Intanto l’attimo fuggevole fugge. Inesorabilmente.”

Perdere le foto delle nozze non è danno esistenziale

Le immagini del giorno del matrimonio sono un bel ricordo, ma non poterle rivedere perchè il fotografo ha perso il rullino “non colpisce i diritti garantiti costituzionalmente”, quindi non è un danno esistenziale.

Così i giudici della terza sezione della corte d’appello hanno ribaltato la sentenza di una causa che vede contrapposti una coppia di Cologno Monzese e la fotografa che ha immortalato il giorno del si perdendo, sfortunatamente, gran parte dei negativi. In primo grado il giudice aveva dichiarato quella perdita irreparabile, condannando la donna a pagare quasi 20mila euro tra risarcimenti e spese. Il ricorso resentato dal suo avvocato Rosario Alberghina ha portato all’annullamento della condanna.

Un giorno dissi a mamma: “Convinci papà a cedere il panificio e a venire a Roma”. “E che facciamo a Roma?” “Non so, vedremo, intanto venite”. Vennero, papà comprò un appartamento in viale Eritrea; e io, siccome voleva a tutti i costi impegnarsi in qualcosa, ebbi lidea di fargli aprire un laboratorio fotografico. Lui se la cavò egregiamente, devo dire, e lo tenne fino alla morte: fino a oltre gli ottant’anni ha fatto questo lavoro guadagnando anche abbastanza bene.

Dino De Laurentiis

Non esiste la fotografia artistica.
Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.

Nadar

La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento.

Henri Cartier-Bresson

Se un fotografo vende le proprie foto artistiche (si parla sempre di fotografie artistiche vero, non di cronaca o documento?) diventa, se ancora non è, un artista. Cioè è la vendita che fa dell’immagine un’opera d’arte e fa un artista di chi l’ha fatta. E’ così semplice.

Ando Gilardi

Alla gente piace fare foto. A me non dispiace. Sento che coglie solo il processo del morire, che lo tiene sospeso un momento, e si, può essere divertente.

Cherles Bokowski

Ho sempre nutrito un profondo scetticismo verso i fotografi. Manipolano la realtà e la chiamano autentica.

Yngvar Stubo

Diaproiezioni di viaggio

Ultimamente è capitato che presenziassi ad alcune diaproiezioni, dedicate al viaggio. C’è poco da dire: non le sopporto. Mi chiedo che senso possano avere. Un tedio, una noia mortale…

Allarme rosso per l’ arte della fotografia

Libertà di Stampa - Diritto all’Informazione rilancia un articolo apparso su Potere Fotografico, in cui si scrive: “La fotografia è ormai una merce di scarsa domanda. C’è un’offerta superabbondante sia gratuita che a basso prezzo ed i clienti ci marciano di brutto”. Una verità inconfutabile, soprattutto in Italia, dove non si è mai stati “molto” abituati ad acquistare immagini fotografiche.

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