Di fatto, la fotografia comincia ad acquistare una propria autonomia come un prolungamento dell’occhio del flâneur borghese, la cui sensibilità è stat descitta con tanta precisione da Baudelaire.
Il fotografo è una versione armata del viandante solitario che perlustra, esplora, percorre l’inferno urbano, del bighellone voyer che scopre la città come paesaggio di estremità voluttuose.
Esperto delle gioie del guardare, intenditore di empatia, il flâneur considera il mondo “pittoresco”.
Il fotografo è una versione armata del viandante solitario che perlustra, esplora, percorre l’inferno urbano, del bighellone voyer che scopre la città come paesaggio di estremità voluttuose.
Esperto delle gioie del guardare, intenditore di empatia, il flâneur considera il mondo “pittoresco”.
— Susan Sontag