Mimmo Jodice: non fotografo più le persone

Ho smesso di fotografre le persone dopo la delusione dell’impegno sociale degli anno ‘70. Avevamo creduto nell’utopia di cambiare il mondo. Gli artisti scendevano in piazza per interloquire con la realtà. Io l’ho fatto a modo mio, non inseguivo la cronaca, ma cercavo di fare una schedatura del malessere. Sono andato nelle prigioni, nei manicomi, negli ospedali. Nei luoghi della sofferenza. Poi ho capito che non cambiava nulla, che non potevamo cambiare la sociatà. Ho sentito un grande vuoto e ho spostato l’obiettivo altrove, lontano dall’uomo.